sabato 27 febbraio 2010

Prime impressioni


Leggendo il libro di Marco Aime, la prima sensazione è stata, lo confesso, di fastidio. Troppo semplice?
Poi mi è venuta in mente una canzoncina delle fiabe che cantavo spesso da bambina. La fiaba era Giannetto fortunato e faceva:
Camminare senza fretta / fischiettando piano piano / e viaggiare a mani in tasca / senza orario né binario.
Forse perché nelle parole di Aime c'è una leggerezza e una fiducia nel mondo che non ti aspetti, forse perché questi non sono tempi di leggerezza, di fiducia, di gentilezza. Chissà. Ma stamattina fare colazione è stato più lieve mentre fischiettavo la canzoncina di Giannetto.

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